Sede
Per poter svolgere tutte le pratiche lecite ed illecite che le competono, un Associazione di volontariato necessita di un luogo dove svolgerle, una sede. Nel corso degli anni si sono cambiati parecchi indirizzi senza mai trovare la giusta sistemazione (trattavasi spesso di strutture fatiscenti, con rischio caduta massi e slavine).
Dal 2003 finalmente l’Associazione ha trovato fissa dimora, in un accogliente bilocale messo a puntino. Difatti all’interno si trova tutto l’occorrente, ed anche ciò che non serve. In ordine sparso ci sono computer, telefono, fax, divani, sedie, tavoli, biciclette, sigari, martelli, cartine topografiche, occhiali da sole (e da vista), fogli, matite, manganelli ed un simpatico cane giocattolo.
Inutile dire che l’ordine è un concetto astratto e che la ricerca di un determinato documento comporta anni di sanguinosi sacrifici. Sulla scrivania riposano in pace da qualche lustro documenti di dubbia provenienza o altri dei quali si era fatta richiesta a “Chi l’ha visto?” per accelerarne il ritrovamento.
Ogni appunto viene trascritto su foglietti volanti, dapprima impilati insieme, in seguito volanti nel vero senso della parola. Capita così di smarrire un numero di telefono di una persona che voleva essere richiamata urgentemente: a distanza di due anni si è fortunati se l’interlocutore si limita a dire di non essere più interessato.
A volte si cerca di ordinare il tutto, carpendo manciate di fogli e stipandoli nell’armadio. Quando ciò accade bisogna richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco con un paio di settimane d’anticipo, in quanto dovranno occuparsi loro dell’apertura del mobile, avente pressione interna stimata sulle 150 atmosfere.
Tuttavia, nel suo complesso, la sede non si presenta male: una prima stanza adibita ad ufficio ed un’altra per svolgere le riunioni del Consiglio Direttivo. La leggenda narra di una persona che entrò una volta in sede, vi rimase pochi secondi per poi scappare e non rimettervi più piede. Questa persona ora gira nei bar a raccontare ciò che ha visto là dentro: “C’era una strana nebbia, ragnatele, pipistrelli, bare ed urla di donna agghiaccianti…”. Ora, non per giustificarmi, ma siamo a Cairo Montenotte, non in Romania, e Dracula l’abbiamo conosciuto solo in televisione. A tutto vi è una spiegazione: la nebbia è derivata dal fumo delle sigarette, fumate in quantità industriale in stile sala parto; le ragnatele… vabbè scusate, non facciamo pulizia tutti i giorni; i pipistrelli sono solamente strane ombre disegnate sul muro dalle ancor più strane suppellettili che adornano la sede; le urla di donna altro non erano la voce di Maria impegnata a farsi sentire al telefono da una famiglia di Piacenza con problemi d’udito; le bare… beh forse non per tutto c’è una spiegazione logica, qui non ci arrivo proprio.
Allarmanti rimangono le incursioni delle famiglie in sede. Ci si comincia chiedere cosa penseranno del disordine, della pulizia, dell’organizzazione. Ma ben presto questi pensieri svaniscono in quanto o va bene così o sennò problemi loro.
La sede ha anche il suo bel bagno, ovviamente guasto. Ovviamente vi è su il suo bel cartello con scritto “Guasto”. Raramente viene riparato e diventa funzionante ma il cartello “Guasto” resta, un pò perchè ci siamo affezionati, un pò perchè così nessun estraneo vorrà approffitarne riducendone la vita utile, già di per se molto breve. Una volta che si riguasta rimane inservibile per mesi, forse anni, al punto che, quando l’idraulico entrerà per aggiustarlo, dovrà essere scortato perchè non sa cosa potrà trovare là dentro.


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