Posta
Le care vecchie Poste e Telecomunicazioni rappresentano ancora oggi, purtroppo, il mezzo di comunicazione più utilizzato da noi dell’Associazione (ah, se tutti avessero un indirizzo e-Mail…). Tutto viene spedito documenti, fascicoli, lettere, intimidazioni e richieste di estorsioni con il solo risultato di vedersi smarrire la corrispondenza in men che non si dica. Si va semplicemente in posta, si consegna la busta e da quel momento risulta dispersa. Un servizio impeccabile che comporta non pochi inconvenienti. In passato abbiamo provato ad addestrare Fabio come nostro fido piccione viaggiatore, ma con la scusa (secondo molti infondata) che non sapeva volare non se ne fece nulla.
Allora continuiamo a recaci all’ufficio postale, con la nostra fedele carriola traboccante di corrispondenza. Parlo al plurale perchè per questo genere di spedizioni bisogna essere sempre almeno in due. Entrando all’ufficio postale siamo assaliti dagli sguardi perfidi di impiegati e clienti che ci procurano un senso di colpa talmente forte che almeno metà lettere le fumiamo senza spedirle. Raggiunto lo sportello, dopo almeno otto o nove ore di coda nei giorni di calma, la posta viene pesata, rigirata, annusata ed esaminata ai raggi X dall’impiegato che cortesemente chiede se vogliamo pagare il servizio di affrancatura o se affranchiamo noi… domanda retorica in quanto ci vengono consegnati una decina di metri quadri di francobolli da incollare. Il risultato si concretizza in una disfunzione alla lingua degna del Ragioniere Fantozzi ed un conto per la spedizione a sei zeri.
Di seguito riporto alcuni spezzoni di dialoghi che vanno per la maggiore in un ufficio postale, particolarmente quando vedono uno di noi valicare la porta d’ingresso (e poi la smetto di sparlare):
D: “Di nuovo lei? E’ già venuto la settimana scorsa!”
R: “Chiedo scusa ma se è per quello la settimana scorsa ho anche mangiato, dormito e preso il caffé, non è che ora smetto sino al prossimo giubileo.”
D: “Deve spedire tutte quelle?”
R: “No, per cortesia ne spedisca una si ed una no…”
D: “Che tipo di spedizione desidera?”
R: “Quella che costa meno, tanto non vengono recapitate in ogni caso.”
D: “Ma lei che qualifica ha per ritirare questa raccomandata?”
R: “Nessuna, a parte il tagliando che ho in mano, se me la vuol dare bene altrimenti se la tenga pure.”
D: “Deve attendere il suo turno, ha preso il numero?”
R: “Certo che l’ho preso ma da quel dì che è passato il mio numero. Minimo minimo mi sono passati davanti suo cugino, sua moglie, la sua amante e l’amante di sua moglie…”


![Validate my RSS feed [Valid RSS]](http://www.insiemepercernobyl.it/wp-content/uploads/2009/04/valid-rss20.gif)
![Validate my Atom 1.0 feed [Valid Atom 1.0]](http://www.insiemepercernobyl.it/wp-content/uploads/2009/04/valid-atom.gif)