Famiglie
Cito testualmente dal dizionario Garzanti: “Entità astratta composta da un numero variabile di elementi, tutt’oggi oggetto di studio da parte di Commissioni Internazionali composte da luminari nei campi della Psicologia, Sociologia, Agraria ed Architettura.”.
C’è ben poco da dire quindi su tal entità, ancora sotto analisi accurate. L’esperienza ci insegna però che esiste un fattore comune, un invisibile filo che lega in qualche modo tutte le nostre famiglie: l’anarchia. Esatto, le famiglie che aderiscono all’Associazione vengono simultaneamente iscritte ad un partito anarchico (a nostra insaputa) e da lì inizia il calvario. In cosa consiste per noi il calvario? Semplice, in corse all’ultimo fiato alla ricerca di documenti, fotocopie, pagamenti ed ogni quant’altro. Per la Famiglia, il termine “scadenza” non esiste, una frase del tipo “Consegna entro il…” ha molti lati oscuri, mentre per la frase “Termine ultimo” trattasi assolutamente di neologismo.
Ogni attività associativa si svolge secondo precisi criteri e precise tempistiche… assolutamente disattese già in partenza. I punti cruciali, in termini di scadenza, sono:
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Adesione ai progetti: continua a persistere qualche famiglia che, secondo me con una nota di volontarietà, aderisce al progetto il giorno seguente alla scadenza, mandandomi su tutte le furie. Altre aderiscono tanti mesi dopo che si fatica a capire se volesse ospitare per l’anno in corso o per il prossimo. Formidabili infine le famiglie che al telefono pronunciano la frase “Le faccio sapere entro domenica.”. Benissimo, non si sa di quale domenica si tratta e la famiglia diventa di colpo irreperibile.
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Consegna documenti: l’organizzazione di un singolo progetto di ospitalità può comportare l’abbattimento di un quarto della foresta Amazzonica al fine di produrre la carta necessaria. Ogni singolo foglio ha una sua collocazione ed anche, credetemi, un suo perchè. Ma non il “Perchè lo compilo?” o il “Perchè mi chiedono le fotocopie dei documenti?” ma il “Perchè serve!”. Eppure, oltre a giungere in ritardo, i documenti giungono incompleti. Incredibile ma vero, e da lì si dipartono telefonate intercontinentali alla ricerca del modulo mancante, vere e proprie avventure che farebbero impallidire pure Indiana Jones… e lui ne ha viste di tutti i colori.
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Pagamenti: spesso ci si sente dire “Oggi o, al massimo, domani faccio il bonifico in banca.”. Molto bene, preciso e gentile. Peccato che del bonifico non vi è traccia neppure sei mesi dopo. In questo caso il problema è molto grave: mancanza di liquidità comporta l’effettuare pagamenti (ad esempio dei voli aerei) rischiando il rosso e quindi l’aumentare di passività. Oltre all’esborso economico, che secondo alcuni sarebbe il meno, vi sono anche le punizioni che la nostra Banca ci infligge. Fino a che il conto corrente non torna in attivo un membro dell’Associazione, estratto a sorte, viene rinchiuso in banca a contare miliardi di monetine da un centesimo perchè la macchinetta conta monete è rotta… Clamoroso fu il caso di Federico, resistette oltre quattro mesi a contare monetine, finché un giorno una famiglia telefonò e disse “Ho scordato il numero del conto corrente.”. Effettuato il pagamento Federico fu liberato, ma continuò ancora per alcune settimane a contare tutto ciò che trovava, sperando di non tornare mai più là dentro… difatti lui non fu più estratto, ma sapete da dove vi sto scrivendo io ora?


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