Documenti
A cosa serve avere un ufficio corredato da scrivania, sedie, computer, telefono, fax, stampante, fotocopiatrice, carta, penne, matite e pastelli a cera? Usualmente per farci i fatti nostri ma, in certi periodi dell’anno, per formare la mole di documenti necessari per permettere a Igor, Yury, Iryna, Anastasiya, Sasha e tutti gli altri bimbi di poter venire in Italia.
Credetemi, i documenti da fare sono davvero tanti ed i tempi entro i quali devono essere consegnati sono serratissimi. Inutile dire che i tempi non vengono mai rispettati (chissà perché, voi non ne sapete niente?) ma talvolta ci si prova lo stesso, tanto per vedere l’effetto che fa.
Ci occorre molta carta, palese osservazione, per questo ne compriamo degli stock ogni volta per risparmiare (se non erro si chiama lotto economico d’acquisto in presenza di sconto quantità) e ce la facciamo recapitare in sede direttamente tramite apposito camion a rimorchio. La qualità dei fogli è davvero infima, riciclo di ennesima generazione, ma noi ce ne freg… ehm, a noi non ci importa.
I documenti che prepariamo si suddividono in tre grandi categorie, in base alla loro destinazione:
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Documenti per le nostre famiglie: rappresentano il 75% del totale;
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Documenti per il Comitato di Roma: rappresentano il 45% del totale;
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Documenti per il nostro referente in Ucraina: rappresentano il 30% del totale.
Ora, se fate la somma otterrete un bel 150%, a dimostrazione che sono davvero tanti!
Ma cosa cavolo ci dobbiamo scrivere su ‘sti benedetti fogli? Faccio presente che mi sono trattenuto nel linguaggio. Dunque, che si scrive là sopra? Un po’ di tutto, poesie, racconti, stupidate come quella che state leggendo e molto altro.
La caratteristica predominante del fogliame da sede è la disposizione e la catalogazione. Il tutto viene gestito manualmente, senza ausilio tecnologico, ed il risultato si vede. Nel senso che non si capisce nulla, ma fino ad oggi siamo andati avanti lo stesso.
Considerando che l’argomento di questo capitolo è la mia occupazione all’interno dell’Associazione, siete pregati di non ridere, e io mi prego di non scrivere più niente al riguardo. Ma la realtà è che non ho null’altro da dire.


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