Computer

Il computer da sede ha da sempre presentato caratteristiche univoche, una su tutte la vetustità. Difatti se non sono vecchi, lenti e poco efficienti non li vogliamo. Solitamente il computer da sede è del tipo “non portatile”, con un peso variabile dagli 80 ai 110 Kg (compreso di schermo e tutto il resto). Al suo interno troviamo un motore Landini che permette ad una micro ventola di girare. Tale ventola dovrebbe dissipare calore ma l’unico scopo ottenuto è quello di diffondere ancora di più l’aria calda all’interno della mistica scatola.
Ma scendiamo nello specifico (come si dice quando si parla di modernezze computeristiche). Che caratteristiche deve avere un buon PC per la nostra Associazione:

  • Processore: deve esserci, dove, come, e di che colore è del tutto ininfluente tanto nessuno di noi saprà mai dove si trova e nessuno saprà mai confermare se è adatto o meno allo scopo.

  • Memoria: tutta quella che ha il PC aumenta del 100% quella delle nostre menti messe insieme. Piccola o grande che sia direi che è già un bell’aiuto.

  • Monitor: possibilmente piccolo e con le ditate sullo schermo. Qui la rivoluzione degli schermi piatti non è ancora arrivata, se ne parla come se fosse un episodio di Star Treck.

  • Tastiera: il più delle volte ha la “s” bloccata e la barra dello spazio che fa le bizze: alternativamente lascia 0, 1, 2 e 15 spazi ogni volta che viene sfiorata. Il tutto viene bilanciato dal tasto per cancellare, del quale però non si conosce ancora la combinazione essendo intrinsecamente molto più subdolo della barra spaziatrice.

  • Mouse: poche pretese, movimento a scatti ed in una direzione unica per volta. Per percorrere due angoli dello schermo in diagonale occorrono dai 2 ai 3 turni di otto ore, senza pausa pranzo.

Ma un computer che si rispetti non può nulla senza dei buoni programmi al suo interno. Ed è in questo campo che siamo soliti dare il meglio. A partire dal sistema operativo (mai superiore a windows 98) ai vari programmi installati. Solitamente si tratta di programmi scritti negli idiomi più disparati, dal cirillico al dialetto gallese. Mai una parola di italiano che ti faccia capire cosa stai facendo. Per ovviare a questo inconveniente è stata stilata una lista di comandi da tastiera con relativo scopo, appesa sopra allo schermo (tanto cosa vi appare sopra nessuno lo capisce). Per esempio:

  • Ctrl+Alt+ Maiusc+P+%+SguardoMinacciosoAlloSchermo: Salva il file nella cartella che vuole lui. Se si aumenta l’intensità dello sguardo si può provare a salvarlo dove lo si desidera ma il risultato è altalenante.

  • Maiusc+Invio+Spazio+CalcioDiPunta: Apre un file esistente, ma uno a caso. Riprovare la sequenza fino a che non si apre il file voluto, a meno che non si verifichino prima le due condizioni limite, ovvero la rottura del PC o del piede.

  • Ins+Ctrl+[+]+F1+SeCiFosseAncoraSchumacherAlloraSi: Il PC si spegne e ogni tentativo di riavviarlo sarebbe quanto mai inutile e dannoso.

Non una passeggiata quindi, in un epoca in cui tutto gira intorno al computer. Con un duro allenamento alcuni riescono a governare magistralmente il computer, anche se, in fondo in fondo, è ancora lui che governa noi e si fa delle grosse risate alle nostre spalle.
E’ rimasta negli annali quella volta in cui Piero, cimentatosi dinnanzi al monitor, chiese “Come si fa a fare…?”. Tutti noi ci gettammo a terra in posizione anti-bomba mentre il computer esplose in una risata… risata talmente forte che esplose letteralmente. Il povero Piero ora gira con una matita ed un foglio e scrive tutto lì sopra.