Cairo Medievale

Ogni anno, durante il mese di luglio, ci si ritrova in sede per la classica anguria sotto vodka, una merenda molto rinfrescante. Ed è qui, tra lanci di semi e collassi da alcool, che prende vita la manifestazione e carattere medievale unica in Italia, Cairo Medievale, che ci vede protagonisti nel cuocere e vendere farinata.
L’organizzazione della festa presenta sempre qualche inconveniente dovuto al fatto che nessuno ha voglia di fare niente. Puntualmente prendo la parola esordendo con un classico “Vediamo un po’ cosa c’è da fare e dividiamoci i compiti”. Frase misteriosa ed atavica che ottiene sempre il risultato di far scappare tutti a gambe levate, me compreso.
Dopo esserci legati a vicenda alle sedie (con il resto di uno) si inizia ad organizzare…

  • Federico prende contatti con l’enel per l’allaccio elettrico, scegliendo ogni anno contratti sempre più strani: l’ultimo anno la fornitura prevedeva intermittenze non regolari di luce, alternate a fiammate improvvise. Ma assicurò che era conveniente dal lato economico;

  • Luigi acquista la farina, a volte di ceci, a volte di carrube perché costa meno;

  • Fabio parte alla conquista di piatti e bicchieri. Ogni anno si studia a tavolino il quantitativo da acquistare e si finisce sempre con l’elemosinare piatti e coltelli da tutte le bancarelle;

  • Renato, il cassiere, inizia a contare soldi, anche quelli degli altri;

  • Sandro ci declama a voce alta la ricetta, che sappiamo oramai a memoria, ma lui ci tiene a questa piccola esibizione;

  • Monica viene spedita al supermercato, ma con il servizio offerto dalle Poste Italiane ci viene rispedita indietro 30 giorni dopo;

  • Tina ascolta in gran silenzio;

  • Iryna elenca cosa occorre per allestire il banchetto: fiocchi, nastri, decorazioni, girasoli, cazzuole, accette e peperoncini. Nell’insieme uscirà fuori una bancarella di tutto rispetto;

  • Alona trita il rosmarino con il macinacaffé di Federico, per la gioia di sua moglie, costretta a bere caffé aromatizzato al rosmarino per i prossimi sei mesi;

  • Boris, vista la sua pregevole occupazione di trasportatore, inizia a collaudare guanti ignifughi per reggere le teglie incandescenti ed ad assumere compresse d’amianto;

  • Graziella ci rallegra tutti quanti pensando alle provviste ed alle birre per noi tutti.

Organizzato perfettamente il tutto, si inizia! Occorre specificare che, per nostra scelta, tutto viene estremizzato, le soluzioni semplici le evitiamo accuratamente. Ed è così che si costruisce la struttura in tubi innocenti, dal peso stimato di 140 tonnellate, in appena sei settimane! Allestito il tutto, ivi compreso il comodo forno a legna con allegato camion per il trasporto, inizia la festa. Ci si veste da idioti, anche se non ho capito il perché (sarebbe meglio vestirsi da medievali) e si inizia a far cuocere, centinaia di teglie di farinata e centinaia di chilometri di coda che sembra quasi che nessuno l’abbia mai mangiata… Fabio, il fochista, consiglia di andare a mangiare altrove così si riposa.
Ma durante le serate tutto scorre tranquillo, urla, imprecazioni e bestemmie sono all’ordine del minuto… specialmente per richiamare Boris all’ordine che approfitta dei pochi secondi di respiro per dileguarsi chissà dove.
Io, oste di codesta umile taverna, vedo avanti con un rapporto di uno a tre. Cosa significa? Una birra la vendo, una la bevo ed una la regalo. Il cassiere mi ha ammonito più volte, ma alla fine ci ha rinunciato ed ha alzato i prezzi.
Ma il cuore della nostra industria è Luigi, instancabile lavoratore (nel senso che non si stanca perché non è che faccia granché). E’ lui il “preparatore”, colui che ha le mani in pasta… beh meglio passare oltre, fate finta che non ho detto niente.
Al servizio Iryna e Alona dispensano sorrisi, alleviando il furore della folla inferocita dalla lunga attesa, mentre Graziella se la ride… ma il nostro tocco di classe è rappresentato da un piccolo plotone di bambini che vengono sguinzagliati tra i tavoli. Per pulirli.

Finita la festa, la commozione sale in noi. Bisogna smontare tutto, e se non fa piangere questo…